Corri, Figliolo
Depositata · inedita
Strofe in ottonari sdruccioli, accenti su 1‑4‑7, uscite ottenute quasi tutte da imperativi enclitici: il verso cade sempre in avanti e non si posa mai. Il ritornello è in versi piani che si accorciano — 10, 11, 10, 9, 5 — e chiude tronco. La forma si stringe mentre le parole dicono che il tempo finisce. Vivilo, sbaglialo, ridine, / mordilo, piangilo, credici — / tutto ti torna, ma il tempo no.
Corri, figliolo, ti sfiorano
albe che nascono e muoiono,
lui ti cammina e ti supera,
macina strada e non chiedergli
quanto ne resta: consumalo.
Lui ti sorride e ti giudica,
gioca e non smette di correre,
tu ti distrai e lui accelera,
quando riposi ti scivola
via dalle dita e non chiedergli.
Mangia lo spazio e divoralo,
corri più forte e conquistalo,
lui non si piega: è immutabile,
vinci soltanto se acceleri.
solo ora ho scoperto che…
la vita è fatta solo di tempo,
tutti gli istanti non fanno poi tanto,
ma un attimo ha un valore infinito,
lo capisci quando è sparito.
E adesso lo sai.
Guarda la luce che tremola,
bevi il crepuscolo, vivilo,
albe e tramonti ti scorrono
sopra la testa e ti sfuggono.
Il tempo è un oggetto volante:
lo vedi passare un istante,
non frena, non atterra, non aspetta,
concedilo solo a chi lo rispetta.
Non dare retta ai santoni,
né ai profeti né ai cialtroni:
l'orologio non sa niente
di com'era veramente.
Spendilo tutto, non venderlo,
dallo a chi sa restituirtelo,
mai a chi vuole rubartelo:
resta soltanto rimpiangerlo.
Vivilo, sbaglialo, ridine,
mordilo, piangilo, credici —
tutto ti torna, ma il tempo no.
Ritornello
Corri, figliolo, ti sfiorano
albe che nascono e muoiono,
corri, ma sappi che vincere
non si può, solo attraversarlo.
Corri, figliolo, corri.
Corri più veloce di lui.