Autore di testi

Dario Hayun

Scrivo testi per canzoni in italiano. Lavoro la metrica come materiale e non come vincolo: la forma del verso deve fare quello che dicono le parole.

Roma

Corri, Figliolo

Depositata · inedita

Strofe in ottonari sdruccioli, accenti su 1‑4‑7, uscite ottenute quasi tutte da imperativi enclitici: il verso cade sempre in avanti e non si posa mai. Il ritornello è in versi piani che si accorciano — 10, 11, 10, 9, 5 — e chiude tronco. La forma si stringe mentre le parole dicono che il tempo finisce. Vivilo, sbaglialo, ridine, / mordilo, piangilo, credici — / tutto ti torna, ma il tempo no.

Corri, figliolo, ti sfiorano
albe che nascono e muoiono,
lui ti cammina e ti supera,
macina strada e non chiedergli
quanto ne resta: consumalo.

Lui ti sorride e ti giudica,
gioca e non smette di correre,
tu ti distrai e lui accelera,
quando riposi ti scivola
via dalle dita e non chiedergli.

Mangia lo spazio e divoralo,
corri più forte e conquistalo,
lui non si piega: è immutabile,
vinci soltanto se acceleri.

solo ora ho scoperto che…
la vita è fatta solo di tempo,
tutti gli istanti non fanno poi tanto,
ma un attimo ha un valore infinito,
lo capisci quando è sparito.
E adesso lo sai.

Guarda la luce che tremola,
bevi il crepuscolo, vivilo,
albe e tramonti ti scorrono
sopra la testa e ti sfuggono.

Il tempo è un oggetto volante:
lo vedi passare un istante,
non frena, non atterra, non aspetta,
concedilo solo a chi lo rispetta.

Non dare retta ai santoni,
né ai profeti né ai cialtroni:
l'orologio non sa niente
di com'era veramente.

Spendilo tutto, non venderlo,
dallo a chi sa restituirtelo,
mai a chi vuole rubartelo:
resta soltanto rimpiangerlo.
Vivilo, sbaglialo, ridine,
mordilo, piangilo, credici —
tutto ti torna, ma il tempo no.

Ritornello

Corri, figliolo, ti sfiorano
albe che nascono e muoiono,
corri, ma sappi che vincere
non si può, solo attraversarlo.
Corri, figliolo, corri.
Corri più veloce di lui.

Trasparente

Uscita 2026

Doppi senari, accenti su 2‑5‑8‑11, cesura dopo la sesta sillaba. Il meccanismo sta tutto lì: sei sillabe di posa, sei di smontaggio. Le sezioni finali scendono di misura — ottonari, settenari, senari — e appaiati due a due i senari restituiscono il metro della strofa, con la rima spostata dentro la cesura. Il petto scolpitogonfiato in maglietta

Cornetto imponente, cappuccio schiumato
Il giorno comincia: aggiorni lo stato
Ti conti i seguaci, i tuoi cuoricini
Un lungo proclama, i tacchi, i gattini
Tramonti col drink e il solito ghigno
La suite cinque stelle, le piste a Livigno

E sempre controlli, i like, i commenti
Sorriso smagliante di trentadue denti
Il post accorato laggiù in medioriente
lo scollo accennato, un grande mordente
Il petto scolpito, gonfiato in maglietta
Parlando di borsa, quassù in cameretta

Intanto scegli l'outfit,
studi il tuo viso e parli,
poi urli a perdifiato,
e cerchi il pensiero che avevi ignorato

non perdi occasione d'alzare la mano
non sai dove stai, ma vuoi andare lontano
e vivi incessantemente
la paura d'esser trasparente

e il mondo fa i salti mortali
maremoti, guerre, funerali
ma il tuo mondo è fermo e pieno
perché hai una moto da urlo
o ti sei rifatta il seno

Vorresti ancora dire
un pensiero profondo
ma non ti viene niente
forse hai toccato il fondo

Ovunque, una posa
Non sai tollerare
C'è sempre qualcosa
Che sai migliorare
Principe, regina
in cima al pisello
L'anima in cantina
E tu nel castello

intanto

Ritornello

La mamma dell'anno

Uscita 2026 · gospel

Il ritornello sta su una griglia ternaria che non perde il passo per venti sillabe: accento su 1‑4‑7‑10‑13‑16‑19. È una frase già gospel prima di avere una musica addosso — il coro nasce dal metro, non viceversa. Siamo la mamma dell'anno, la moglie fedele, la figlia devota

Ed eccola arriva, la sveglia impietosa
Sei ore di sonno son già qualcosa
Quaranta minuti contati col fiato
Figli stirati e caffè rovesciato
Nel traffico incastri un filo di trucco
E pensi al lavoro, al capo, al marmocchio
Compleanni e torte, il mutuo che costa
Il seno che cala, la voglia di urlare "ma basta!"

Siamo la mamma dell'anno, la moglie fedele, la figlia devota
Eravamo gran fighe e giorno per giorno scendiamo di quota
Organizzate, efficienti, belle e sorridenti, navighiamo a vista
Col pelo invadente non troviamo la via per l'estetista

La chat della classe, la mamma ossessiva
Per me va benissimo! — risposta evasiva
Sensi di colpa, manie di controllo, mille emozioni
Alla fine noi siamo sempre le rompicoglioni
Ci giudicate su un parcheggio che può stupire
Perché solo tra noi ci possiamo capire

Il tuo alter ego ha la borsa firmata
Fa yoga alle sette, è già depilata
Grata per tutto! sorride beata

Noi siamo imperfette, incazzate, stremate,
Persone vere, che possiamo fare minchiate
Viviamo piene le nostre giornate
E forse anche noi grate

Ma a fine giornata, distrutta sul tè
Ti guardi allo specchio e dici: ma te…

Col culo che ci siamo fatte, vedrai
La sfiga stavolta non vince, lo sai
Siamo la mamma dell'anno, e ne andiamo fiere
E ora, ragazze, è ora di godere!

Registrazioni di lavoro

Le versioni in circolazione sono provini di produzione, non incisioni definitive: servono a far sentire come cammina il testo. Su Spotify: Trasparente e La mamma dell'anno.

Contatti

329 222 0479 dario@hayun.it

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